Allevamento del parrocchetto multicolore (Varius)

Psephotus varius
Il parrocchetto multicolore

Un parrocchetto stupendo dai colori accesi e dal temperamento vivace è stato forse uno dei più bei protagonisti delle mie voliere. Appartiene al genere psephotus la stessa famiglia del groppone e come tale ne condivide alcuni comportamenti quali la spiccata territorialità e il richiamo flautato che lo rendono consigliabile anche a chi sfortunatamente possiede vicini intolleranti ai vocalizzi animali.

Sono parrocchetti essenzialmente terragnoli e passano sia in natura che in voliera buona parte della giornata sul fondo dell’aviario alla ricerca di semi e infiorescenze vegetali di cui sono particolarmente ghiotti.

Cocoparra National Park, NSW, Australia. Male.

Distribuzione geografica e abitudini in natura:
Il parrocchetto multicolore è originario del bush australiano termine questo che sta ad indicare un preciso habitat formato da bassi arbusti e alberi in grado di reggere bene la siccità dove la specie convive con altri psittacidi dalle esigenze similari.

Le specie che abitano questo habitat sono chiamate dagli anglosassoni grass parrot ovvero parrocchetti delle erbe per via della loro alimentazione costituita da semi e infiorescenze di erbe prative che consumano sia in forma secca che lattiginosa occupando una posizione evolutiva che li rende simili come abitudini ai fringillidi europei.
In particolare il varius viene soprannominato mulga parrot per via della sua spiccata predilezione per le infiorescenze e i semi della pianta volgarmente chiamata mulga una specie di acacia nativa australiana di cui pare si cibi con grande avidità allo stato selvatico!


La specie si incontra nel continente australiano in piccoli stormi o in coppie isolate e la sua distribuzione geografica è molto vasta comprendente il Western Nuovo Galles fino a Collarenabri proseguendo per Griffhit andando verso la zona nord occidentale di Victoria e buona parte dell’Australia meridionale e occidentale fino a Pilbara nel nord del continente .Il varius malgrado l’ampia distribuzione è soggetto al programma di protezione Cites inserita nella seconda appendice non tanto per la diminuzione della popolazione di esemplari riproducenti allo stato selvatico ma per via della riduzione del suo habitat vitale.

Descrizione e dimorfismo sessuale:
Il parrocchetto multicolore si presenta come un parrocchetto di media taglia con una lunghezza totale compresa tra i 26 e i 30 cm e una struttura fisica esile ma allo stesso tempo elegante, il piccolo becco tradisce un alimentazione essenzialmente granivora utile per lo più ad estrarre piccoli semi dalle infiorescenze .Il dimorfismo sessuale è evidentissimo il maschio possiede un colore turchese con riflessi verdi mentre la fronte presenta una banda gialla unita a dei marchi alari dello stesso colore che risaltano particolarmente in volo!

Il basso ventre è colorato di un rosso acceso che spicca sul colore turchese del maschio mentre risulta più anonimo sul vessillo della femmina ma contribuisce a ravvivare la modesta colorazione di quest’ultima; L’unico elemento che accomuna i sessi è il vertice del capo rosso acceso presente in entrambi i partner.

La femmina come tutti i rappresentanti del genere presenta una colorazione più dimessa prevalentemente bruna con riflessi turchesi sul dorso e il ventre mentre i marchi alari sono di un bel rosso carico unica nota di colore insieme al ventre e al capo che come detto in precedenza è presente in entrambi i sessi.

Esperienze di allevamento:
Sono venuto in possesso di una coppia di questi magnifici parrocchetti tramite un mio amico allevatore il quale da tempo tentava invano di riprodurli. I soggetti da me acquistati erano nati in Italia e con un età di 4 anni il piumaggio si presentava in perfette condizioni e tutto sommato gli animali palesavano una forma fisica molto buona quindi cosa mancava per poter ottenere la riproduzione? Il mio amico disse che l’unica deposizione da lui avvenuta aveva prodotto solo uova chiare malgrado la focosità del maschio tipica del genere psephotus .
Dopo aver portato i soggetti a casa li sistemai in una voliera esterna posizionata sul balcone di casa munita di griglia sul cassetto di fondo per evitare qualsiasi forma di coccidiosi o verminosi di cui questi parrocchetti sono purtroppo particolarmente sensibili per via delle loro abitudini alimentari cibandosi prevalentemente a terra. Il mio avviso è di evitare di tenere simili parrocchetti in aviari con fondo naturale o se proprio non si può fare altrimenti provvedere annualmente dopo visita veterinaria a eliminare i parassiti con appositi medicinali, nel mio allevamento essendo poco propenso all’uso di medicinali ho effettuato un trattamento preventivo” naturale” inserendo nel pastoncino che abitualmente somministro dell’aglio in polvere utilizzato a scopo alimentare .
Come alimentazione ho somministrato loro il classico misto per agapornis senza girasole unito a del pastone di mia produzione ottenuto dalla miscela di un pastone per granivori con una parte di pastone per insettivori ma trovo che la vera svolta sia stata data dall’utilizzo dei germinati. Dopo aver provato a somministrare loro del grano ammollato ho notato che lo rifiutavano ostinatamente e ho cominciato a chiedermi cosa potevo fornire loro come alimento stimolante e la risposta mi è arrivata documentandomi sulla loro alimentazione naturale questi animali infatti come abbiamo visto in precedenza si nutrono di essenze prative quindi occorre pensare di alimentare un animale con una dieta simile a un fringillide e non a un comune psittacide! Una breve visita al negozio da cui periodicamente acquisto la miscela per i miei soggetti mi permette di recuperare quello che cercavo un misto germinabile per cardellino composto da vari semi quali lattuga cicoria ravizzone girasole nano nero ecc…e dopo aver messo a germogliare il tutto l’ho somministrato alla coppia che deve averlo trovato di gradimento avendo completamente svuotato la linguetta portasemi nel giro di pochi minuti. I soggetti ormai erano con me da circa 3 mesi ed essendo arrivati alla metà di marzo la temperatura era decisamente migliorata e finalmente si poteva pensare a una probabile riproduzione; all’alimentazione sopra elencata ho aggiunto la somministrazione settimanale di una linguetta di chia, un seme prodotto da una forma di salvia selvatica che risulta graditissimo a quasi tutti i volatili, da parte del maschio si notano inequivocabili segni di corteggiamento il maschio emette una serie di fischi flautati e si porta in posizione eretta per mostrare alla compagna il suo petto rigonfio per l’occasione e mettere in mostra il sottoventre rosso e allarga leggermente le ali, la femmina dal canto suo si dimostra vagamente interessata al corteggiamento e mano a mano che i giorni passano le imbeccate del maschio alla femmina diventano sempre più frequenti

Osservo l’accoppiamento per caso tra i 2 e decido dopo un paio di giorni di applicare alla voliera un nido a sviluppo verticale delle misure di 20x20x35 h cm con un foro di ingresso di 6cm di diametro riempito con della segatura in misura di un paio di cm. Non passano che alcuni giorni quando sorprendo la femmina visitare il nido pedinata a breve distanza dal maschio che la corteggia incalzandola continuamente gli accoppiamenti si susseguono e io memore dell’esperienza del mio amico mi domando se il maschio riuscirà a fecondare le uova e soprattutto se la coppia alleverà bene i futuri pulli molte volte difatti si sente dire che questa specie sia poco propensa all’allevamento e che risulti poco prolifica ma fortunatamente tutte queste dicerie risultano infondate! Dopo circa una settimana dall’ingresso al nido da parte della femmina e dopo averla sentita scavare nel materiale da imbottitura la curiosità mi spinge ad aprire il nido e trovo un uovo depositato dentro una conca formata dalla femmina nel fondo, ho approfittato del fatto che fosse uscita per cibarsi e avevo intuito che la deposizione sarebbe avvenuta a breve o fosse già avvenuta dal comportamento della femmina che presentava un leggero rigonfiamento della cloaca e un movimento ritmico della coda che è comune in molte specie di volatili quando si avvicina la deposizione delle uova.

Richiudo il nido lasciando la coppia tranquilla fornendo ormai la miscela germinata giornalmente e portando la somministrazione di chia a 4 volte la settimana i varius non presentano problemi alimentari e si nutrono in maniera vorace di tutto quello che gli somministro fortunatamente non fanno i difficili! Al ventesimo giorno di cova comincio a lasciare sempre a disposizione della coppia un recipiente per il bagno in modo che la femmina possa all’occorrenza bagnarsi per facilitare la schiusa delle uova e dopo 25 giorni sento dei deboli pigolii provenire dal nido è fatta la coppia ha fatto il suo dovere le mie preoccupazioni in parte si dissolvono, ma rimane un dubbio lasciare allevare i novelli ai genitori o farli baliare da una coppia collaudata di gropponi? Il buon senso mi dice di lasciare i pulli coi genitori e mi da ragione i genitori allevano benissimo! Il maschio si affaccia continuamente al nido porgendo poderose imbeccate alla compagna e dopo alcuni giorni si avvicina il momento di anellare al 7° giorno apro il nido approfittando sempre di un uscita della femmina e davanti a me si presenta uno spettacolo rivissuto miriadi di volte ma che mi emoziona sempre vedere 3 piccoli esserini che si dimenano nella conca del nido. Anello il più grande dei 3 con un anello da 4,5 mm come previsto dal regolamento FOI e nei giorni seguenti anello i restanti 2 pulli, i genitori non si scompongono degli anelli e continuano ad allevare egregiamente come lo dimostra il gozzo dei pulli sempre pieno .Intorno al 42° giorno vedo uno dei novelli affacciarsi dal nido e il giorno seguente me lo ritrovo a spasso sulla rete del fondo, immediatamente posiziono 2 contenitori contenenti uno pastone e uno misto germinato di più facile assimilazione per i giovani ricordo che i germinati sono un prodotto da fornire rigorosamente fresco altrimenti si corre il rischio di incappare in muffe e contaminazioni batteriche fatali sia per i novelli che per gli adulti! Dopo alcuni giorni i restanti 2 novelli si involano e mi fanno capire dalla loro livrea che sono 2 maschi e una femmina, i genitori ormai li imbeccano sempre più di rado e lo svezzamento si sta quasi per portare a termine e cosi al 60° giorno li separo dai genitori per permettere a questi ultimi di riprendersi dalle fatiche della riproduzione.
Allevare questi parrocchetti è stata sicuramente un esperienza molto appagante non solo per l’indiscutibile bellezza di questo animale ma soprattutto per aver superato con un impegno veramente minimo le difficoltà che si vociferano su questa specie. La cosa che mi rammarica è vedere sempre meno soggetti di questi magnifici animali in giro per gli allevamenti italiani quando credo che meritino un posto di tutto rispetto nelle voliere degli appassionati del paese in quanto sono animali di facile gestione e davvero poco impegnativi.
Spero con questo articolo di aver suscitato la curiosità di qualche allevatore e spero vivamente che questa specie possa godere un giorno di una maggiore considerazione nel frattempo continuerò a godermi questi magnifici animali!
MUTAZIONI:
Malgrado io non sia un grande estimatore delle mutazioni trovo giusto menzionare che in questa varietà di parrocchetto sono, a mia conoscenza, presenti solo 2 mutazioni una di ordine selettivo chiamata ventre rosso che non è altro che un incremento tramite selezione stretta del rosso addominale dei soggetti mentre l’altra è una mutazione vera e propria interessando l’intera livrea del soggetto ed è il grigio-verde .

Un simile soggetto mutato è stato presentato nell’ultima edizione dei mondiali ornitologici e pare abbia riscosso grande interesse negli appassionati del genere.
Nelle seguenti immagini si può notare la differenza tra un soggetto grigio-verde e un ancestrale:

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