Mutazioni di colore

 

 

 

 

Il Termine mutazione viene usato correttamente quando si parla di ereditarietà di colore negli uccelli neophema, mentre il termine genetica viene usato raramente. Anche se queste poche righe sono rivolte ad appassionati non esperti si parla di diverse trasmissioni ereditarie piuttosto che di genetica.
Ad ogni varietà corrisponde una specifica descrizione del loro fattore ereditario.
I cambiamenti di colore possono dipendere da varie cause: – il malfunzionamento di un organo (a mio avviso è il caso dello splendido pezzato) – radiazioni varie che influiscono sull’uovo come raggi X, raggi di tipo elettrico, radioattività che agiscono sui geni dei cromosomi esistenti nell’uovo, alimentazioni particolari, ma tali variazioni di colore non vengono fissate e trasmesse alla prole futura. Le mutazione che riusciamo a creare modificando il colore e che vengono trasmesse geneticamente anche alla prole prendono il nome di mutazione di colore.
Una mutazione di colore che si sviluppa spontaneamente in un uccello che non risulta essere il prodotto di altre mutazioni si definisce mutazione primaria. I colori che si ottengono dall’accoppiamento di due varietà primarie si definiscono varietà secondarie. Quando si accoppiano uccelli che hanno in comune un certo colore si ottengono esemplari quasi sempre di quel colore più intenso ed esteso, si tratta pertanto di allevamento selettivo-quantitativo.
Queste mutazioni hanno un’ereditarietà regolare in quanto si possono prevedere i risultati.
E’ nota l’ereditarietà legata ai sessi. Per chi non conosce ancora il termine portatore preciso che un uccello viene definito tale quando, pur essendo di colore diverso non lo dimostra ma trasmette alla prole una nuova e voluta colorazione. Esiste anche l’ereditarietà recessiva; in questo caso sia il maschio sia la femmina possono essere portatori di altra mutazione. Infine parliamo di ereditarietà con un fattore dominante detta anche terziaria, ad esempio negli splendidi quasi tutti i fattori scuri sono dominanti e cioè sia il maschio sia la femmina accoppiato con un uccello di altro colore trasmette già in prima istanza una percentuale di circa il 50% del proprio colore alla prole.
Un esempio pratico di ereditarietà dominante è lo splendido Gris-verd, il grigio (nero), il viola; in quest’ultimo caso ad esempio è possibile ottenere prole viola primo fattore accoppiando un viola primo fattore con altro soggetto di diverso colore, mentre l’accoppiamento di due primi fattori produce in molti casi soggetti di doppio fattore con colore molto più intenso.

Articolo di:  Renato Saccon

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